Quanto costa la tua organizzazione? Gestire una collaborazione con liberi professionisti

Ti parlo di aspetti organizzativi, fondamentali per gestire una collaborazione prima ancora di fare comunicazione. 

Negli ultimi articoli, come hai notato, parlo tanto di aspetti organizzativi-gestionali-strategici. Non ho cambiato idea.

Non parlo più di social? non è esatto! Da aziendalista di nascita conosco perfettamente gli impatti su tutto quello che identifichiamo come lavoro.

Conosco anche la procrastinazione, la disorganizzazione e il lato nocivo dell’abitudinario.

Prima di iniziare a fare comunicazione è necessario risolvere questi aspetti e poi fare il resto!

Cosa accade di frequente nel gestire una collaborazione?

Sento sempre dire, e ultimamente più spesso, una frase magica: Io pago!

Questa frase richiede, anzi pretende, una fiducia nei confronti del cliente. Forse perché quest’ultimo pensa “Io sono il cliente, io pago e il cliente ha sempre ragione”.

Peccato, le cose non stanno così: il professionista si impegna, dietro un contratto, a svolgere quanto concordato fino alla fine. Se ciò non avviene si fa appello alle clausole previste dal contratto. Terminato il lavoro, perché ti ricordi che hai qualcuno che lavora per te, entri nel tuo homebanking e invii il bonifico.

Insomma tutto è andato a buon fine.

Questo non avviene? Stai creando un problema. Mi spiace doverlo dire ma è la realtà dei fatti. Quando lavori in rete hai sempre una parte di responsabilità… che siano collaboratori esterni o tuoi dipendenti. Il ragionamento di base è il medesimo.

Chi mi dice che stai dicendo il vero, e non te ne scappi alle Cayman il giorno dopo? Le vicende quotidiane purtroppo non ti aiutano ad avere una maggiore credibilità.

Di questo ne sono a conoscenza visto i diversi episodi spiacevoli che ho dovuto affrontare, dopo aver dato comprensione-fiducia-venir incontro.

E ora, per favore, non nascondiamoci dietro al “fa parte del rischio del mestiere”. Se ti rivolgo lo stesso ragionamento a te scommetto che provi una sensazione spiacevole.

Anticipi, acconti e pagamenti a fine lavoro per gestire una collaborazione

Alle volte è una questione di non voler cambiare “ciò che si fa in quel modo da sempre”, quando basta una verifica e scoprire che la formula dell’acconto/anticipo a te cliente non nuoce e magari puoi avere anche delle agevolazioni.

Fai lavorare davvero la tua amministrazione!

Quindi se a te cliente pesa fare questa verifica, perché io professionista dovrei fidarmi di te… in fin dei conti sei tu che non ti fidi in primis!

Con il contratto in mano puoi, finalmente, dire <<io sono il cliente, hai ricevuto l’anticipo ed ora facciamo i conti>>.  Il libero professionista non può che abbassare la testa. In alternativa si ritrova con un cliente in meno, una entrata in meno ma sopratutto… un grosso problema di reputazione. E per noi professionisti la reputazione è tutto il nostro business. Senza di questa chiudiamo bottega.

In merito penso che…

A tutti quelli che mi ha detto questa frase, ammetto che mi han sempre creato problemi: non potendo spostare ogni spesa dopo il 10 del mese, va da se che entro il 28 del mese precedente devo ricevere tutti i compensi. Ho cambiato più e più volte i flussi di entrata ma non c’è stato nulla da fare: o mi crei problemi, i quali a loro volta mi portano a non portare avanti il lavoro, o il compenso è anticipato (in toto o in acconto).

Se ci pensi la situazione è win – win!

Per me questi non sono clienti buoni, clienti da consigliare ai colleghi meritevoli, clienti da mettere a portfolio. Per me basta anche solo 1 sollecito per far rientrare chi di dovere nel girone infernale che chiamo “mancanza di rispetto e approfittatore”.

Ho già parlato di come “Scegliere un libero professionista“.

Se abbiamo problemi di qualsiasi natura, abbiamo anche tutte le condizioni per mantenere una relazione solida.. è solo una questione di scelta, per esempio informandomi.

E per te, come stanno le cose?

Elena

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